
L’arabo, questa lingua meravigliosa, espressione, voce e anima di una cultura profonda, di una religione affascinante e totalizzante, è la lingua che nasce dall’inclusività di tutti i popoli e di tutte le culture.
La lingua araba standard non è come le altre lingue. Non è legata a un territorio e nemmeno a uno stato, la lingua araba standard è la lingua dell’unione dei popoli, dei continenti, dall’Africa alla Cina.
Lo sapevate che molti dei più grandi grammatici dell’arabo della storia non erano nati né a Medina né alla Mecca? La grammatica araba è stata codificata, sviluppata e trasmessa soprattutto da studiosi e linguisti che non parlavano l’arabo come lingua madre. Per citarne solo alcuni:
- Ibn al-Muʿṭṭī, africano, originario di Béjaïa in Algeria.
- Ibn Mālik, che proveniva dall’Andalusia, nel sud della Spagna.
- Al-Jurjānī, originario di Gorgan, in Iran.
- Sibawayh, iraniano, proveniente da Shiraz.
- Ibn Makkī, italiano siciliano, detto il “mazarese”.
- Al-Nadawī, di Raebareli, India britannica.
Anche l’Italia è terra di brillanti menti che anche in epoca più contemporanea, hanno dato un solido contributo allo studio e all’approfondimento della lingua araba e della cultura che esprime. Un esempio? Carlo Alfonso Nallino, che il 13 marzo del 1921 ha fondato l’omonimo Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino, la più antica ed autorevole istituzione italiana impegnata nello studio del Vicino Oriente Islamico.
Questi esempi sono la dimostrazione che l’apprendimento dell’arabo e la sua comprensione profonda non dipendono dalle origini, ma dalla dedizione e dal metodo con cui ci si impegna. Questo è un principio che si applica in tutti i contesti di crescita: l’importante è avere un chiaro obiettivo e lavorare in modo costante per raggiungerlo.
Potenziati: studiare l’arabo ti sfida a guardarti meglio
Come precedentemente menzionato, il contributo maggiore alla codifica della lingua è arrivato da intellettuali di diverse parti del mondo, ben lontani dalla penisola arabica. Ciò che li accomunava era una profonda conoscenza delle scritture e una genuina curiosità. E questo è un atto rivoluzionario, perché trascende dalla mentalità dello stato nazione. Tutte le regole grammaticali dell’arabo sono spiegate a partire dal Corano. Esso, oltre ad essere il libro sacro della religione islamica è anche un libro di grammatica! La sua comprensione è stata la fonte principale per lo studio e la trasmissione della lingua araba. Questo dimostra come la lingua sia accessibile a chiunque abbia la volontà di impararla, e come sia ancora importante studiarla in modo sistematico.
Nel percorso di apprendimento, non si tratta solo di acquisire una nuova lingua, ma di arricchire la propria visione del mondo e potenziare le proprie competenze. Ogni nuovo concetto che si apprende è un’opportunità per espandere i propri orizzonti, sia per la crescita personale che per l’interazione con altre culture. Imparare l’arabo non è solo una questione di grammatica, ma di ampliare la propria esperienza di vita.
Primo passo: mente aperta
In un percorso di crescita, uno degli aspetti più potenti è la capacità di liberarsi dai pregiudizi e dalle convinzioni limitanti che ci impediscono di vedere nuove possibilità. Chi intraprende un percorso di apprendimento, infatti, sa che il primo passo per il successo è liberarsi dai limiti mentali e adottare una mentalità di crescita. Questo significa aprirsi alle opportunità e comprendere che ogni esperienza, ogni nuova conoscenza, arricchisce il nostro bagaglio personale.
Secondo passo: definire le motivazioni
Vi siete mai chiesti cosa vi spinge a imparare questa lingua? Forse c’è un desiderio di comprendere meglio voi stessi o le vostre origini. La realtà è che siamo tutti più connessi di quanto pensiamo, e il Mar Mediterraneo, che bagna le nostre coste, è lo stesso mare che unisce le terre di fronte ed accanto a noi. L’Italia ha sempre avuto forti legami commerciali con il Mediterraneo e il Medio Oriente. I mercanti delle nostre repubbliche marinare, per esempio, conoscevano l’arabo. E non erano arabi nè musulmani, ma persone aperte, curiose, che attraverso il commercio esploravano il mondo e costruivano alleanze con grande rispetto.
Questo ci offre l’opportunità di riscoprire il legame profondo tra il nostro passato e il nostro futuro. La crescita personale implica anche questo: tornare a sentirsi parte di un intero, comprendere la propria storia e come essa si intrecci con quella di altre culture. Imparare l’arabo può essere il primo passo per costruire una connessione più profonda con il mondo che ci circonda e ciò ci permette di sentirci più integrati con la nostra storia, col nostro presente e con il mondo che abbiamo la possibilità di esplorare.


Rispondi