Caravan to Baghdad di Hamid Baroudi

O assente, la vita è traditrice

 يا غايب هاد الدنيا الغدارة

Giuro, o mia gente, mi hanno tradito e mi sono lamentato

لله يا أهلي غدروني وأنا شكيت

Giuro, o mia gente, mi hanno accusato e il mio occhio ha pianto (x2)

لله يا أهلي تهموني و بكات العين

Giuro, oh mia gente, mi hanno accusato e il mio cuore è triste

لله يا أهلي تهموني و ڨلبي حزين

L’occhio non ha visto tra di loro, oh gente

ما رات العين منهم يا ناس

Niente è eterno oh mio Dio

لاشي يدوم يا إله

E se si aggiungesse del tempo, il tempo è traditore

و إلا زاد الوقت، الوقت الغدار

Chiederò il tuo perdono, oh mio Dio

ليك نتوب، يا إله

….

Se ne sono andati (incamminati) gli amici e dietro di loro anche i traditori

مشاو لحباب و راهم غدارة

Sono stati incolpati senza giustizia, che dolore per quei giorni!

تهموهم بلا حق يا حسراه عليام

E tra loro c’è chi ha assaggiato (il gusto del) l’amarezza

و فيهم لي ذاقوا المرارة

Nei paesi a occidente, ed erano solo dei ragazzi

في بلاد الغرب وكانوا شبان

Oh assente, questa esistenza è traditrice

يا غايب هاد الدنيا غدارة غدارة يا إلاهي

Traditrice oh mio Dio (x2)

غدارة يا إله

La canzone e il cantante

Questa canzone è stata scritta dal cantante algerino Hamid Baroudi nato a Tiaret il 20 febbraio del 1960. Cresciuto in Algeria, si trasferisce in Germania nella città di Kassel per studiare cinematografia. Nel corso della sua permanenza, nel 1981 suona nel gruppo DISSIDENTEN. Nel 1990 compone la canzone “Caravan to Baghdad” in segno di solidarietà al popolo iracheno. Apparentemente, il gruppo musicale nel quale cantava non si sentiva di impegnarsi politicamente attraverso la musica, e così Hamid Baroudi esordisce con il suo singolo “Caravan to Baghdad” come solista, partecipando anche in prima persona alla realizzazione del suo video clip. Hamid Baroudi è considerato un artista politicamente impegnato, pacifista e motivato.

Contestualizzazione storica: lo scoppio della guerra del golfo in Iraq

Questa canzone è di denuncia, e tratta dell’invasione dell’Iraq, nota come guerra del Golfo, che è avvenuta nel 1990 ed è stata una risposta all’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussain. La coalizione guidata dagli Stati Uniti che includeva 41 paesi (Argentina, Australia, Bahrain , Bangladesh, Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Grecia, Honduras, Ungheria, Italia, Giappone, Kuwait, Lussemburgo, Marocco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Niger, Norvegia, Oman, Pakistan, Filippine, Polonia, Portogallo, Qatar, Romania, Arabia Saudita, Senegal, Sierra Leone, Singapore, Corea Del Sud, Spagna, Svezia, Siria, Turchia, Emirati, Regno Unito) ha giustificato l’intervento come una questione di legittima difesa e protezione della sovranità del Kuwait.

È evidente dall’elenco la presenza cospicua di paesi musulmani, il che ha sollevato dibattiti significativi nel contesto del Fiqh (la giurisprudenza islamica), soprattutto riguardo l’alleanza tra paesi musulmani e potenze occidentali. Molti hanno criticato la cooperazione tra stati musulmani e forze occidentali, considerandola come una contraddizione ai principi islamici di solidarietà tra musulmani. Altri sostenevano che l’intervento fosse giustificato per prevenire un’ulteriore aggressione e mantenere la stabilità nella regione. 

Baghdad culla della civiltà islamica

L’Iraq, un tempo centro culturale e politico di grande importanza, traeva la sua forza da un passato illustre, che raggiunse il suo apice durante il califfato abbaside. Grazie alle ingenti risorse petrolifere, alla popolazione numerosa ed istruita e alla sua terra fertile, è stato sino agli anni 80 del 900 uno dei paesi più ricchi e promettenti del Vicino Oriente.

Baghdad, vibrante centro di espressione culturale e poetica, era situata in un punto in cui il Tigri e l’Eufrate scorrevano l’uno accanto all’altro. In passato, era caratterizzata da una ricca campagna che nutriva tutti i suoi abitanti e stimolava significativamente l’economia locale. Si trovava in una posizione strategica, che consentiva di accedere facilmente a Iran, Siria ed Egitto.

La città di Baghdad venne progettata per esprimere magnificenza e l’inaccessibilità del sovrano; infatti, i mercati e i quartieri residenziali erano situati all’esterno della città. La magnificenza che partì da questo luogo raggiunse anche l’Europa, le cui vestigia possono essere ammirate, ad esempio, in Spagna, nelle città del sud, dove si può apprezzare un illustre passato arabo-musulmano, come nella città di Granada, in particolare la roccaforte dell’Alhambra (in arabo الحَمْرَاء significa “la rossa”) e nella cittadella di Madinat az-Zahra (in arabo مَدِينَةُ الزَّهْرَاءِ significa “città fiorente”) fuori dalla città di Cordoba.

Prova a seguire il testo con la musica!


Commenti

Una risposta a “Caravan to Baghdad di Hamid Baroudi”

  1. […] abbiamo raccontato anche nel nostro articolo dedicato a Baghdad e alle sue carovane, la città sotto il Califfato abbasside era un crocevia di cultura, scienza, e arte. E figure come […]

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