

Guardando questa lingua da un punto di vista economico, un gruppo di analisti ha individuato la sua richiesta sul mercato come “periodica”: ci sono momenti in cui è più richiesta e periodi in cui lo è di meno. Tuttavia, questi esperti affermano che l’interesse collettivo per questa lingua è crescente e costante dal 2017.
L’arabo è una delle lingue più parlate al mondo. È importante sottolineare l’aspetto liturgico legato al suo uso, poiché il mondo ospita oltre un miliardo di musulmani che leggono le sacre scritture e compiono i rituali. Inoltre, in questo periodo di cambiamenti, turbolenze e instabilità politica, l’arabo si configura come una lingua fondamentale per la diplomazia, per la cooperazione e per favorire scambi interculturali e il dialogo interreligioso.
Paesi come l’Arabia Saudita e il Qatar offrono attualmente grandi opportunità di crescita professionale in svariati settori, e per questo motivo l’arabo è una lingua che vale sicuramente la pena apprendere.
Nonostante tutti questi punti favorevoli all’apprendimento della lingua araba, vi è tuttavia una discordanza: almeno in Italia, la domanda non coincide con la costanza. Infatti, molti studenti che intraprendono percorsi universitari di arabo, alla fine decidono di abbandonare la lingua per concentrarsi su altro. Per questo motivo, gli esperti del settore si stanno interrogando sulle cause di questa incostanza.
Tutti si chiedono: ma l’arabo è difficile?
Sì, è molto difficile. Diffidate da chi sostiene il contrario. Ma cosa significa “difficile”? È possibile che sia solo questa caratteristica a definire la lingua araba? Nonostante le difficoltà, ciò non significa che la sua bellezza sia minata da questa caratteristica. La sua forma, la sua espressività, tutto il sapere che trasmette sono preziosi e pieni di una saggezza infinita. Vale la pena superare l’ostacolo della difficoltà? Sì, perché è come un lungo trekking in montagna: ci sono momenti difficili, di stanchezza infinita, ma i panorami e gli scenari che si vedono lungo il percorso non sarebbero altrimenti esperibili. E poi, una volta arrivati a una tappa, a un bivacco, tutto sembra armonioso, tutto sembra utile per il proprio spirito e il proprio corpo.
I monti sono da sempre ritenuti sacri in varie culture; scalare una montagna era considerato un po’ come sfidare il divino, superare i propri limiti umani. Infatti, anche nella tradizione islamica, ci sono vari monti che sono tutt’ora simboli mistici, mete legate a vicissitudini che hanno avuto una rilevanza decisiva per gli eventi successivi. Tra questi, vale la pena ricordare il monte Sinai in Egitto, Jabal al-‘Uhud a Medina, Jabal al-Nur a Mecca, il monte dove Muhammad ha ricevuto la rivelazione di Dio.
Vi piace la montagna? Vi piace lo sport in generale? Se è così e siete arrivati fin qui nella lettura, cliccate su “info corsi” e sarete ricontattati. Siete nel posto giusto per approcciarvi alla lingua araba e nel posto giusto per fare gli esercizi che vi aiuteranno a proseguire il vostro percorso personale verso la vetta!


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