
Quando si inizia a studiare l’arabo, il primo passo è imparare le lettere dell’alfabeto. Di solito lo si fa in ordine: alif, bāʾ, tāʾ(ألف، باء، تاء)… Ma si può aggiungere all’apprendimento dell’alfabeto anche una prospettiva culturale e cioè partire dalle lettere che si trovano all’inizio di alcune sūrah (سُورَة) del Corano. Sono lettere isolate, separate le une dalle altre, e compaiono in questa forma, senza formare parole. La tradizione islamica le chiama al-ḥurūf al-muqattaʿa (ٱلْحُرُوف ٱلْمُقَطَّعَة), cioè “le lettere spezzate”. Ma sono note anche con un altro nome: al-ḥurūf an-nūrānīyya (ٱلْحُرُوف النُّورَانِيَّة), da nūr luce, e significa appunto “luminose”. Sono in contrapposizione alle restanti lettere, che sono chiamate al-ḥurūf aẓ–ẓulmānīyya (ٱلْحُرُوف الظُّلْمَانِيَّة) ossia da ẓalām, oscurità. Questa suddivisione non intende essere negativa o positiva, ma anzi, prende spunto dalle due facce della luna piena, una illuminata e una oscurata, così come le ḥurūf nūrānīyya sono 14, esattamente la metà dell’alfabeto, poiché le restanti 14 sono ḥurūf ẓulmānīyya. Delle 14 ḥurūf ẓulmānīyya ci sono 7 lettere che si chiamano مُظْلِمَة (muẓlima ossia “oscure”):
ث، ج، خ، ز، ش، ظ، ف
(Thā’, Jīm, Khā’, Zāy, Shīn, Ẓā’, Fā’)
Queste sono le lettere che non appaiono nella Fātiḥa (sūrah aprente del Corano).
Cosa sono queste lettere “luminose”?
Le lettere nūrānīyya sono, in tutto, 14 lettere dell’alfabeto arabo. Sono le lettere che compaiono nella sūrah di apertura del Corano, al-Fātiḥa (l’aprente), insieme alle altre 7 lettere ẓulmānīyya (escluse le muẓlima come detto sopra).
Per ricordare le lettere luminose, la tradizione ha tramandato una frase mnemonica di senso:
نَصٌّ حَكِيمٌ قَطْعًا لَهُ سِرٌّ
(Naṣṣun ḥakīmun qaṭʿan lahu sirr)
Un testo saggio, che certamente contiene un segreto.
Ogni lettera di questa frase corrisponde a ognuna delle lettere nūrānīyya.
Dove e come possiamo trovare queste lettere?
Le lettere nūrānīyya compaiono all’inizio di 29 sure del Corano, in diverse combinazioni.
A volte è una sola lettera, come ن (nūn) o ق (qāf).
Altre volte ne troviamo due, tre, o addirittura cinque.
Ecco alcuni esempi:
- الم (alif-lām-mīm): in sure come Al-Baqara e Āl ʿImrān
- طه (ṭā-hā): all’inizio della sura che porta questo nome
- يس (yā-sīn): una delle sure più celebri
- كهيعص (kāf-hā-yā-ʿayn-ṣād): all’inizio della sura Maryam
Non formano parole, e non si leggono come sigle. Si pronunciano lettera per lettera, come suoni puri. E proprio per questo, possono diventare uno strumento prezioso per imparare le lettere.
Le lettere nūrānīyya come strumento per imparare l’alfabeto arabo
Se guardiamo bene le lettere nūrānīyya, ci accorgiamo che rappresentano quasi tutte le principali caratteristiche fonetiche dell’alfabeto arabo.
Ci sono lettere forti e lettere morbide, lettere pronunciate in profondità (come ط e ص), lettere leggere (come س e ه), e lettere che producono un suono “rimbalzante” (come ق e ط).
In pratica, queste 14 lettere offrono un modello ridotto ma completo per chi vuole iniziare a familiarizzare con i suoni dell’arabo.
Impararle, riconoscerle e saperle pronunciare correttamente può essere un primo passo efficace per entrare nel mondo della fonetica araba, specialmente se si ha la curiosità di farlo anche dando un’occhiata al Corano.
Un ponte tra lingua e spiritualità
Oltre all’aspetto linguistico, le lettere nūrānīyya hanno anche un significato spirituale.
Nel Corano, compaiono all’inizio di sure importanti, come se fossero un’introduzione enigmatica, un richiamo al mistero del linguaggio e del messaggio divino. Imparare l’alfabeto arabo attraverso queste lettere aiutano a riconoscere i suoni e le categorie fonetiche dell’arabo. Questa prospettiva didattica ci connette in modo vivo e profondo alla cultura che esprime questa lingua e offre altresì una alternativa alle diverse porte di ingresso per familiarizzare con questa lingua meravigliosa che è la lingua araba: dietro ogni lettera c’è un suono, un ritmo, ma anche un segreto. E voi, prendete la sūrah aprente del Corano, riuscite a trovare le lettere nūrānīyya dopo questo articolo?
Articoli precedenti
Come abbiamo scritto nel nostro precedente articolo, l’arabo, lingua semitica meridionale basata su radici consonantiche, è oggi diffuso dal Nord Africa al Medio Oriente con numerosi dialetti e con la forma standard moderna, derivata dall’arabo coranico, usata nei media e nella produzione culturale. La sua grammatica, al tempo stesso rigorosa e flessibile, riflette una tradizione che affonda le radici nella poesia preislamica e nella trasmissione orale. La scrittura araba, sviluppatasi dall’alfabeto nabateo e codificata solo dall’VIII secolo grazie a grammatici come Abu al-Aswad al-Du’ali, ha permesso di preservare il Corano e uniformare l’uso della lingua, diventando nel tempo un modello di eleganza calligrafica e un veicolo fondamentale per la diffusione del sapere anche oltre il mondo arabo.


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